30 novembre 2005

Violentati dalle Ostriche

Che la cucina sia una mia passione penso lo si capisca dal fatto che co-redigo questo blog insieme al validissimo Secco.
E coltivando questa passione, mi diletto in qualche (non troppe) lettura in merito di cucina.
Vorrei scrvere di un collegamento che ho trovato tra due libri che sto leggendo: Il viaggio di un cuoco, di Anthony Bourdain, e Le ricette degli altri, di Allan Bay.
Il primo, chef francese trapiantato a New York, racconta del suo viaggio intorno al mondo alla ricerca del "Cibo Perfetto", di quel cibo che fa trasalire corpo e anima; il secondo Milanese, di origini Fiammingo (per un sessantaquattresimo)-Piemontesi (e si spiega il cognome Bay), che completa un trittico di libri di cucina (ricette, tecniche e pregiate considerazioni), con un escursus sulle ricette altrui.

Questi due libri, scritti a km di distanza, che riportano avventure diverse, sono uniti da un anello congiungente: l'Ostrica.

Una delle prime nazioni che Bourdain esplora è la Francia, in Normandia, con suo fratello alla ricerca dei ricordi, dei luighi di villeggiatura della sua infanzia. Leggete cosa scrive a proposito dell'Ostrica...
"Cos'è l'ostrica se non il cibo perfetto? Non ha bisogno di preparazione nè di cottura. [...] Fino a pochi secondi prima di sparire nelle tue fauci è un essere vivente, dunque sai - o dovresti sapere - che è fresca. Ti compare come Dio l'ha fatta: cruda, disadorna. [...] E' un cibo primordiale, glorioso. [...] Per quanto mi riguarda le ostriche hanno anche il fascino mistico della memoria, perché la prima che ho mangiato mi ha cambiato la vita. Tutto quello che è successo dopo lo devo a quella prima ostrica: la decisione di fare lo chef, il mio gusto per l'avventura, [...] Tutta colpa di un'ostrica. In senso buono, naturalmente."
Anthony Bourdain ha iniziato così, e non occorrono altri commenti.

Allan Bay è stato vittima della stessa violenza, se così la si può chiamare.
Era un ragazzo Milanese, con abitudini Milanesi: "risotto, pasta al pomodoro, cotolette e arrosto di vitello con le patate fritte", padre e sorella riflettevano le stesse abitudini, la madre un po' meno. E fu lei la pietra dello scandalo.
Se Bourdain fu vittima "in casa in Francia", Bay lo fu "in trasferta in Inghilterra"... leggete...
"Ma il destino bussò alla porta. Una sera i genitori decisero di andare a cena da Simpson’s, sullo Strand, un mitico ristorante nato nel 1828 che propone, oggi come allora, una cucina inglese straclassica. [...] La vista di quella sala, ricca e imponente mi affascinò e mi colpì moltissimo[...] Presto mi rilassai e decisi che ero proprio a mio agio, che quell’ambiente era fatto per me e io per lui. [...]
La mamma ordinò delle ostriche e poi lo straclassico roast-beef, papà non mi ricordo cosa e roast-beef, noi bambini un menù per bambini che ho del tutto rimosso.Quando arrivarono le ostriche le guardai quasi ipnotizzato. Non le avevo mai viste: a casa la mamma non le aveva mai mangiate, ne in un ristorante accompagnata da me. Alla fine la folgorazione e chiesi: me ne fai assaggiare una? Se fossi diventato improvvisamente verde smeraldo a pois rossi i genitori sarebbero stati meno sorpresi.
Mi fu messa una ostrica sul piattino del pane. La annusai, la guardai, la soppesai. Alla fine la assaggiai, molto guardingo, mentre i miei preparavano i sali. Invece, dopo averla mangiata, dissi: buona, sa di mare freddo, una sintesi veramente esemplare, da giornalista di razza."

Che dire? Un grande chef e un grande giornalista gastronomico, due libri interessantissimi, la stessa violenza. Io e il Secco sulla loro scia, pionieri (forse) di una storia già raccontata.
Secco... passami un'ostrica...

28 novembre 2005

Il Galla suona sempre due volte...

Parafrasando un noto film, ho scritto il titolo di questo post che vuole essere un semplice ringraziamento a Stefano Gallarini di Play Radio!

Sabato sera ore 21.40 squilla il cellulare del Secco.

Breve intervista, lericettedelsecco.blogspot.com vola ancora nell'etere alla frequenza di 104.5 MHz !



Ne siamo orgogliosi.
Lo Staff

24 novembre 2005

Stompot, Chiodo e i mulini a vento

Questo post ce lo ha regalato Chiodo, al secolo Alessandro Chiodini, nostro pregiato amico.
Chiodo ci dona una ricetta Olandese, che soleva preparare durante le fredde serate di Utrecht, nella sua cucina al piano terra, con la finestra che dava sul giardinetto freddo e nebbioso.

Chiodo pelava e divideva in quarti 7-8 patate, le poneva in una pentola coperte di acqua e le sbatteva in forno o in cottura a fiamma con coperchio.
Nel frattempo fuori ha iniziato a piovere... e Chiodo tagliava il cuore di mezzo cavolo verde a strisce sottili, e dopo vi ci posizionava sopra mezzo kilo di salsicce affumicate tagliate a fette.
Un'occhiata sconsolante alla finestra appannata... fuori fa decisamente freddo.
Uniti cavolo e salsicce alle patate, le si lascia cuocere a fuoco moderato, con coperchio, finché patate e cavolo non siano sufficientemente soffici per essere mangiati.
Servire tutto con l'acqua di cottura.

Questa tipica ricetta Olandese molto popolare durante la seconda guerra mondiale, si preparava principalmente perchè le patate erano un buon riempitivo e le salsiccie una proteina a buon mercato. Girando i Paesi Bassi, tra un mulino e l'altro, può capitare di trovare diverse varianti di questa ricetta, usando altri tipi di verdura come cipolle, carote e fagioli.

Qui a Utrecht fa freddo, piove, ma "questa minestra scalda il corpo e l'anima". (cit. Allan Bay)
Qui a Utrecht fa freddo, piove. Passami il fumo...

21 novembre 2005

Il nocino col Galla

Che bello godersi una cena e degustare un ottimo nocino modenese come digestivo.
Questo ero io, ieri sera, nella taverna di Maria insieme a pochi ottimi amici.
La voce dello speaker della radio si confondeva con le nostre chiacchiere e la musica era il tappeto del nostro convivio.

Suona il mio telefono. E' Stefano Gallarini, di Play Radio.
Mi vuole intervistare un paio di minuti su questo sito.
Il Galla, come qualcuno lo chiama, mi tiene un paio di minuti in attesa e si va in diretta.
Parlo del Gatto per Silvia e del Risottino con Bruss, degli spaghetti del Fanton...
E mi gusto il nocino, soddisfatto per l'intervista.

Come promesso a Stefano, ecco il nocino, sacro liquore preparato dall'ORDINE DEL NOCINO MODENESE DI SPILAMBERTO.

Per ogni litro di alcool (95°) vanno raccolte 30 noci verdi, operazione da eseguire la notte tra il 23 e il 24 Giugno, giornata in cui si ricorda S. Giovanni Battista.
In questo periodo le noci attraversano il pieno del periodo balsamico e il loro mallo è più che mai profumato.
Le noci vengono tagliate e sminuzzate nel mortaio, e successivamente poste all'interno di una piccola damigiana, insieme a chiodi di garofano, cannella scorza di limone, chicchi di caffè.
L'infusione dura almeno 60 giorni, al termine dei quali si aggiunge lo sciroppo di acqua e zucchero, e si lascia stagionare fino a Novembre.
Mentre a Novembre fuori fa freddo, è un piacere aprire la damigiana, filtrarne il contenuto, imbottigliare il nocino e, perché no, assaggiarne un po'...
Anche se è bene ricordare che va consumato a Natale.
Prosit.

20 novembre 2005

I Fanton spaghetti



Questa ricetta è dedicata ad un caro amico.

Quando il Secco pensava di aver raggiunto la perfezione nella preparazione di uno dei piatti tipici della tradizione italiana "Aglio, olio e peperoncino", lo colse fatal sospiro nel sentir modifica T.
Premessa:
Introduco uno dei segreti più antichi nella tradizione culinaria italiana: la modifica T, di cui Fanton ne era custode proprio come il Cavaliere del Santo Graal in Indiana Jones. Infatti Indiana Secco, arrivato al cospetto di Sir Fanton vide la povertà del segreto e non si fece abbindolare da altre più scintillanti modifiche... scelse bene e portò alla luce il segreto che vi vado a presentare....

Scaldare bene una padella con dell'olio extra vergine di oliva, uno spicchio d'aglio privato dell'anima, un peperoncino rosso fiammante. Quando sarà dorato leggermente l'aglio unire del pane grattato e spegnere subito la padella, così facendo la temperatura della padella dorerà le briciole di pane in modo da rendere friabile lo spaghetto che avrete cotto in abbondante acqua salata. Mescolate bene e portate in tavola. (Il prezzemolo lo uso solo per dare colore al piatto, tritato per me è troppo invasivo)

Buon appetito

Grazie di tutto Sir Fanton!