17 luglio 2007

Baia del Silenzio

A Sestri Levante(GE), nell'incantevole cornice della Baia del Silenzio presso l'omonimo Ristorante ho trascorso una serata magica e romantica!


Eccovi il menu, il resto era pura poesia...

ANTIPASTI
Variazione di pesce dal crudo al cotto
Tortino di baccalà con chips di aglio e verdure croccanti

SECONDI PIATTI
Scampi e gamberoni alla griglia

DESSERT
Soffiato di cioccolato 70% e gelato al pistacchio di Bronte

VINI
Pigato Terre Rosse

Semplicemente favoloso! Grazie Secca.

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Ristorante Baia del Silenzio
Vicolo Miramare Sestri Levante(GE)
Tel 0185 480855 (r.a. Hotel Miramare)
www.ristorantebaiadelsilenzio.it
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07 luglio 2007

Per Ercole


Ed è subito sera
[da Acque e terre (1930)]
Salvatore Quasimodo

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.


Ciao Nonno

27 giugno 2007

Salsa Barbecue

E' una delle tante salse che gli americani servono con i cibi cotti alla griglia all'aperto!


Ingredienti:
Mezza cipolla tritata finissima, quattro cucchiaiate di zucchero, mezzo bicchiere di tomato, un cucchiaio di salsa worchester, tre cucchiaiate di aceto forte, poco sale e molto pepe.

Preparazione:
Mettete in una casseruola mezza cipolla tritata finissima, quattro cucchiaiate di zucchero, mezzo bicchiere di tomato, un cucchiaio di salsa worchester, tre cucchiaiate di aceto forte, poco sale e molto pepe. Mescolate e fate cuocere per 5 minuti.

Buona grigliata

23 giugno 2007

Anguria o Cocomero ?

Il termine cocomero (Citrullus lanatus, a volte indicato anche come Citrullus vulgaris) o anguria (dal greco angourion), indica il frutto e la pianta della specie rampicante della famiglia delle Cucurbitaceae, originariamente proveniente dall'Africa tropicale.

Il frutto ha un interno rosso, ricco d'acqua, dolce, ed è molto zuccherino.


Anche se in molte lingue, ma non in italiano, ci si riferisce al cocomero come ad un tipo di melone (ad esempio in inglese, watermelon e in tedesco Wassermelone), le due piante fanno parte della stessa famiglia ma non appartengono allo stesso genere: il melone (Cucumis melo) appartiene infatti al genere Cucumis.

In lingua italiana vengono usati i termini anguria e cocomero come sinonimi, ma il Citrullus lanatus assume in genere nomi diversi a seconda delle varietà regionali; ad esempio a Napoli è detto melone d'acqua e melone da pane, o popone; in Calabria zi pàrrucu (zio parroco), cioè rubicondo come il volto del parroco, mentre in Liguria viene chiamato "Pateca".

Tratto da Wikipedia

14 giugno 2007

Culurgionis

Dalla Sardegna con sapore...


Ingredienti e dosi per 8 persone

* 1000 g di patate di montagna
* 20 cl di olio d'oliva (o 200 g di grasso di maiale appena sciolto)
* 2 spicchi di aglio
* 5 foglie di menta
* 200 g di formaggio viscidu in salamoia
* 600 g di farina
* 1 pizzico di sale
* 300 g di formaggio pecorino fresco
* Acqua

Preparazione
Lavare, lessare il chilo di patate e appena cotte estrarle dall'acqua una alla volta, pelarle e schiacciarle subito con una forchetta raccogliendo la purea in una terrina.
Esaurite tutte le patate, si condisce la purea con: 1/2 bicchiere di olio tiepido, gli spicchi d'aglio tritati finemente, le foglie di menta fresca tagliuzzate, un pizzico di sale e 200 g di viscida, oppure una buona manciata di pecorino poco stagionato, grattugiato.
Si impasta il tutto velocemente e si tiene da parte.
Intanto si prepara la pasta per l'involucro intridendo i 600 g di farina con 3-4 cucchiaiate d'olio e un pizzico di sale sciolto in 1/2 bicchiere d'acqua.
Si lavora l'impasto energicamente, ma non molto a lungo e appena avrà raggiunto una certa elasticità si stira in sfoglie sottili da cui si ricaveranno dei dischetti di 6 cm di diametro.
Sulla metà di ogni disco si posa una quantità di purea grande quanto una piccola noce, si ricopre con l'altra metà del disco, si saldano le 2 semicirconferenze sovrapposte, con una sottile cordonatura praticata con la punta delle dita e si rifinisce con un breve picciolo.
Si otterranno dei tortelli dall'aspetto di piccoli fichi pressati.
Si cuociono per circa 6-7 minuti, in abbondante acqua bollente salata, si estraggono con la cucchiaia forata, si sgrondano bene e si dispongono sul piatto di portata in un solo strato, a spina di pesce facendo incontrare ad angolo, a 2 a 2, i piccioli del raviolo, lungo una retta immaginata al centro del piatto.
Apparirà una spiga gigante con i suoi chicchi in proporzione.
Se il piatto è abbastanza largo si possono comporre 3 spighe affiancate.
Si condiscono con abbondante pecorino.

Buon appetito

AIO'